Perchè andiamo in acqua

Visto che obiettivo di questo blog è anche quello di tentare di far comprendere quali sono i motivi che spingono il pescatore ad andare in acqua per provare a catturare qualcosa, credo sia importante inquadrare in linee generali la nostra società. Spero in questo modo di rendere l’idea di come noi non siamo distruttori spietati ma semplicemente appassionati di mare, che lo vivono rispettandone le regole e senza alterarne gli equilibri.                                         a93b144fe08c382507a65902ad52f88e.jpg

Al giorno d’oggi l’uomo è sottoposto quotidianamente a stress fisici e psicologici. La vita lavorativa si fa con il passare degli anni sempre più stancante e le città senza dubbio più caotiche. Sin dalle prime ore del mattino capita ormai sempre più frequentemente di iniziare con il piede sbagliato una giornata che andrà poi trascorsa in un angusto ufficio o annusando smog. Le nostre giornate sono scandite da lunghissime e snervanti code automobilistiche con il terrore di arrivare di qualche minuto in ritardo al lavoro; infine, al momento del meritato riposo, ogni week end capita sempre più spesso di rimanere chiusi in casa a guardare la tv, dominatrice incontrastata del tempo libero dell’italiano medio. Appare subito evidente quindi come l’uomo si sia allontanato radicalmente dall’elemento da cui è nato ed in cui si è evoluto  come tutte le specie viventi presenti sulla terra: la natura. Di questi tempi passare 3 ore in un parco tra il verde della boscaglia è diventato una vera e propria impresa. Il risultato di questa situazione è proprio un progressivo inaridimento del rapporto che ci dovrebbe unire all’elemento naturale. La sensibilità verso madre natura si fa sempre più debole e l’ignoranza in merito dilaga. Stiamo vivendo nella società dei cellulari, di Sky e…di Internet. Ci accontentiamo delle fittizie emozioni propinate dalla televisione e ci dimentichiamo di fuggire anche solo per poche ore da tutto ciò, cercando serenità e pace interiore in qualcosa di alternativo, di più naturale. Per questo da qualche anno ho imparato ad amare il mare, non solo sopra la superficie, ma anche sotto di essa. Appassionandomi di pesca in apnea ho avuto modo di constatare come quell’istinto primordiale che sembra perduto sia ancora presente e vivo dentro di noi. Come Marco Bardi scrive nel suo manuale, l’apnea e la pesca in apnea non sono semplicemente un modo più scomodo rispetto all’immersione con le bombole per visitare il mondo sottomarino. Tutt’altro: solo trattenendo il respiro il subacqueo potrà volare in caduta verso il fondo e provare quella caratteristica e sublime sensazione che sta un po’ a metà tra un grande piacere fisico e una forma di pace interiore. In questa condizione di grazia fisica e mentale il pescatore in apnea esprime il più naturale istinto di tutti gli istinti, quello di cercare di procurare il cibo a se stesso e alla propria famiglia catturando animali selvatici nel loro ambiente naturale, con la sola forza del proprio corpo e del proprio coraggio. Tutto ciò avviene in immersione e cioè nell’abbraccio dell’acqua, liquido primordiale nel quale e dal quale tutta la vita è stata generata. La gente comune è tenuta all’oscuro di questa verità, altrimenti sarebbero molti di più coloro che cercherebbero di trovare in mare quella pace interiore che inutilmente si è portati ad inseguire nel danaro e nell’effimero successo della carriera.

Perchè andiamo in acquaultima modifica: 2008-06-30T09:30:00+02:00da superjack1988
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